Il concetto di "CARICO-SCARICO" assume una propria valenza sostanziale principalmente nel ns. frenetico mondo occidentale...il motivo è di facile intuizione.
Il primo immediato collegamento mentale ci porta sicuramente a pensare alla zona nel retro dei negozi, dei supermercati e dei centri commerciali in cui si effettua il carico e lo scarico delle merci in entrata ed in uscita.
Ma proviamo a riflettere su quanto spesso questo concetto riemerge nei mille risvolti pratici della nostra giornata.
Quante volte al giorno ci capita di dover caricare la batteria del cellulare, del pc, dell'automobile (quest'ultima non di frequente, spero...), la quale, con il suo intenso utilizzo, si scaricherà, e spesso anche velocemente? Forse pensare alla scarica elettrica a terra, violenta ed impattante, dell'energia accumulata nell'atmosfera, che si manifesta sotto forma di fulmine, chiarisce in modo ulteriormente concreto questo fenomeno.
Quante volte al giorno ci capita di dover caricare qualcosa in macchina (la spesa, la borsa della palestra, i documenti di lavoro, il partner :-) per poi doverlo scaricare?
Quante volte al giorno ci capita di caricare/accumulare adrenalina, rabbia, nervosismo, ma anche gioia, amore e passione, che in qualche modo sentiamo l'esigenza fisica di dover scaricare? Quando ci capita di piangere, le lacrime che escono sono la cosa più tangibile ed emblematica, e naturale, del "sovraccarico" di uno di questi sentimenti/emozioni...funziona un po' come nei videogames: quando la barra dell'energia si carica, o si scarica, del tutto, c'è il botto, il default (per usare un termine un po' inflazionato di questi tempi), il reset!
Carico, o più spesso sovraccarico, di informazioni, immagini, idee, o peggio, costrutti mentali...
Carico, o più spesso sovraccarico, di imposizioni (hard o soft) di idee, valori, schemi, regole ed obiettivi di altri, che hanno poco o niente a che vedere con il nostro intimo modo di sentire, di pensare, di vivere, di essere...
Sarei un ipocrita se dicessi che mentre sto scrivendo questo blog non mi sto scaricando...si, proprio così...sto scaricando i miei pensieri, che magari durante la giornata non riesco a condividere con qualcun altro, le riflessioni, le osservazioni, la vita.
Io gestisco un negozio. Posso assicurare che non c'è soddisfazione più grande di scaricare/vendere/spedire gli articoli che ho acquistato, dopo aver dovuto caricarli sulle mie spalle (e dei miei validi collaboratori), in tutti i sensi: sia fisici, sia mentali ed immateriali. A livello di contabilità gli articoli acquistati vengono caricati "a sistema", e sulle loro giacenze si pagano le tasse alla fine dell'anno; a livello operativo vengono caricate le etichette di tutti i pezzi acquistati che, con impegno e concentrazione mentale, devono essere applicate su ogni singola confezione; a livello di magazzino, se la quantità della merce acquistata è consistente, vengono impegnati/caricati metri di scaffali e bancali; a livello finanziario (che è sempre la nota più dolente...) viene caricato in banca il pagamento della partita di articoli acquistati, che, posso garantire, nel complesso ha un peso specifico (tendenzialmente sempre presente e sempre in crescita) davvero rilevante...un po' come il macigno che porta costantemente Obelix sulla schiena :-).
Quando paghiamo un debito ci scarichiamo di un peso mentale e morale non indifferente (questo vale solo per gli onesti, ovviamente :-)
Quando ci togliamo i vestiti e le scarpe prima di andare a dormire, o appena rientrati a casa dopo una dura giornata di lavoro, ci scarichiamo di un peso fisico non indifferente.
Uno sportivo scarica, durante l'allenamento, l'adrenalina accumulata in corpo.
La tecnologia, il SOFTware (leggero, immateriale) ci aiutano giornalmente, in modo sempre più rapido ed immediato, a scaricare, o perlomeno a non sovraccaricare, la nostra mente di calcoli, promemoria, planning, operazioni automatiche e routinarie...le fanno loro per noi, con precisione ed affidabilità (quando funzionano :-).
L'organizzazione (aziendale, familiare, personale) non è nient'altro se non la tecnica/il metodo/il sistema per gestire i carichi e gli scarichi, gli inputs e gli outputs, le esigenze/i problemi e le loro soluzioni.
Dobbiamo solo tenere alta la guardia nel mantenere il giusto equilibrio CARICO-SCARICO (...ebbene si, anche qui c'è un equilibrio da mantenere!), evitando non solo di sovraccaricare (concetto comune e ben comprensibile a tutti nel nostro mondo occidentale), ma anche, UDITE UDITE, di "sovrascaricare".
Cerco di spiegarmi con una bellissima immagine di Luciano De Crescenzo (cito testualmente): "L'animo umano è simile ad un motorino fuoribordo: per stare bene deve fare un certo numero di giri senza mai superarli. L'elica di un fuoribordo, se immersa nell'acqua, va a tremila giri. Più gira e più la barca va veloce. Se però la facciamo girare fuori dall'acqua supera subito i tremila giri e fonde. Perchè? Perchè è stata costruita per vincere la resistenza dell'acqua. Se questa resistenza non c'è, l'elica va in tilt. Ebbene, il nostro animo è stato costruito per farci superare le difficoltà della vita. Il giorno in cui queste difficoltà sparissero, anche il nostro animo finirebbe con l'andare fuori giri, ovvero in depressione."...consolante, no?
E poi, cosa c'è di più bello ed appagante che andare in bagno a liberare il nostro corpo da tutte le ingordigie e le abbuffate del week-end, o delle feste di Natale?!
Mi scuso per la volgarità conclusiva, ma, come diceva Ortega y Gasset (all'incirca...purtroppo ho solo qualche vaga reminiscenza): "Quando ho mal di denti sono io a provare, capire e sapere esattamente cosa significa, non gli altri..."
Felice carico-scarico a tutti!

Nessun commento:
Posta un commento