Cosa succederebbe nella vostra azienda se andasse in tilt il sistema informatico di fatturazione, o il registratore di cassa, mentre i clienti sono in attesa dei loro prodotti/servizi? Mi permetto di intuire che i casi sarebbero due: o lo scontrino/fattura verrebbe inviato al cliente in un momento successivo, permettendogli comunque di usufruire del bene/servizio, oppure, nei casi più estremi, verrebbe chiusa temporaneamente l’attività, giusto?
Per TRENITALIA il cliente a cui viene impedito di acquistare regolare biglietto, ma a cui viene tranquillamente permesso di accedere all’usufrutto del servizio, è colpevole, addirittura una persona che ha commesso un atto DELINQUENZIALE (non sto esagerando, e spiegherò il perché…)
Descrivo brevemente i fatti.
In data 15/12/11 mi sono recato a Roma in treno per lavoro (sono un trentenne che sta con sacrificio tentando di portare avanti una piccola attività in proprio, per la quale cerco di sbarcare il lunario mese per mese… anzi settimana per settimana). Intorno alle 18 mi trovavo alla stazione Termini per prendere il treno del ritorno, direzione Modena.
Mi sono recato immediatamente alle biglietterie automatiche self-service (inutile descrivere la ressa chilometrica presente alle biglietterie normali) e l’acquisto del biglietto del treno che stava per partire (che ho naturalmente perso) mi è stato inibito da un disservizio del sistema elettronico centrale. E così in tutti gli svariati terminali che ho “girato” all’interno della stazione, e così per tutti gli svariati treni successivi della stessa tratta. I messaggi erano diversi, ma riportavano tutti allo stesso problema: “mancanza di collegamento al sistema centrale” / “prenotazione non effettuabile, rivolgersi alle normali biglietterie” / “impallamento” del software (ndr).
Il primo biglietto che mi è stato permesso di acquistare è stato quello relativo ad un viaggio che sarebbe partito la mattina successiva, ma di certo non potevo trattenermi a Roma fino al giorno dopo, dovendo pagare un pernottamento a Roma e perdendo la mattina successiva in viaggio: avevo inderogabili impegni di LAVORO vòlti a portare avanti la mia, seppur piccola, azienda. Ero comunque ben disposto a pagare la sanzione amministrativa di € 8 per avere preso un treno non conforme al biglietto acquistato.
Sono salito sul treno (che, per completare la beffa, ho poi scoperto essere un treno diretto che non effettuava la fermata a Bologna, a me necessaria, ma questo è stato un mio inequivocabile errore per il quale ero ben cosciente di dover rispondere. E per il quale, di fronte alla mia semplicissima richiesta se il treno fermasse anche a Bologna, mi sono sentito rispondere arrogantemente “e secondo lei dovremmo fermare il treno a Bologna solo per lei?!”) e sono stato di fatto trattato, davanti a tutti, da DELINQUENTE: “Lei è sprovvisto di biglietto”…”Se la biglietteria era rotta, avrebbe potuto fare il biglietto su internet (?!)”…”Se non può pagarne uno nuovo per intero, maggiorato della penale di € 50, le faccio il verbale”…”verrà perquisito dalla POLFER e se scoprono che ha addosso dei contanti o un bancomat passa dei guai”…”deve firmare il verbale altrimenti passa maggiori guai”.
Dalle minacce ai fatti: poiché, avendo già speso i soldi a mia disposizione nell’acquisto del biglietto alla stazione, non avevo in alcun modo la possibilità di acquistarne un altro, per di più con l’aggiunta di € 50 di penale, mi è stato arrogantemente comminato un verbale di € 300 (il normale biglietto per quella tratta costa € 91!!!), che sono stato costretto, dietro minacce, a firmare. Ripeto COSTRETTO DIETRO MINACCE.
Dopo mie rimostranze di fronte ad un’ingiustizia e ad un trattamento di questo genere, mi è stata data, per “gentilissima concessione”, la possibilità di pagare con bollettino postale la cifra “ridotta” di € 141 (91+50) entro 3 giorni dalla data del verbale.
Beh, almeno alla fine a Milano ci sono arrivato, alle 22…purtroppo alle 21 cominciava uno sciopero generale di FS che mi ha costretto a passare la notte (a spese mie, naturalmente) e parte della giornata di lavoro successiva a Milano…in stazione ad attendere i miei diritti di cittadino pagante, ad oltranza. Ma questa è un’altra storia…
Non vorrei tanto soffermarmi sui soliti luoghi comuni per cui in Italia gli unici ad essere tartassati sono le persone per bene, che pagano sempre e comunque, anche di fronte alle ingiustizie, e che quando non riescono più a rispettare gli impegni arrivano a suicidarsi (come sta succedendo in Veneto negli ulitmi mesi). Oppure che in TUTTO IL MONDO (civilizzato e non) è possibile acquistare il biglietto direttamente sul treno, senza alcun aggravio (anche quando le biglietterie a terra sono perfettamente funzionanti!). Oppure che in nessun altro paese civilizzato si assiste a scene di arrogante e menefreghista coercizione del cittadino, da parte di persone ed enti che, di fatto, dovrebbero dare un servizio ai propri clienti, etc.
Mi chiedo solo: voi e/o la vostra azienda potreste mai permettervi di comportarvi così? Quali conseguenze (interne ed esterne) avreste se vi comportaste (professionalmente parlando) in questo modo? E poi, credete che il controllore si sarebbe mai sognato di utilizzare quel tipo di atteggiamento nei confronti di un politico o di qualcuno che può auto-autorizzarsi a non rispettare le regole, magari addirittura punendo chi gliele potrebbe/vorrebbe giustamente far rispettare? La risposta è ovvia: CERTAMENTE NO…
Invito chi di dovere a fare molta attenzione…la corda si sta sfilacciando con molta più velocità e forza di quanto si riesca a realizzare. Posto che lo si realizzi…
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